giovedì 2 maggio 2013

Ian Clark


Mi dirigo alla stazione di Hongqiao dopo pranzo, sperando di riuscire a trovare qualche biglietto economico. Ovviamente non è così, sold out. Sgancio questi 135 kuai e mi accorgo di essere senza soldi sul cellulare. Argh, è già passato un mese! Riesco giusto giusto a mandare un messaggio a Ian per dirgli a che ora sarei arrivata e poi China Mobile mi scollega dal mondo.
Non ho tempo per cercare una ricarica in stazione, dovrò farlo a Nanchino. Non mi dispiace essere irraggiungibile, mi secca solo non poter dare a Ian dettagli più precisi! Arrivo a Nanjing Nan, prendo una metro per Gulou e ovviamente non riesco a trovare un taxi perché sono le 17.00: XIABAN! (fine turno).
Mmmmmmmmmmmmh ho sempre odiato la fascia oraria 17-18 a Nanchino! Impossibile muoversi. Mi metto quindi alla ricerca di un China Mobile e poco dopo fortunatamente ne trovo uno. Mi ricollego alla civiltà e avviso Ian che sto arrivando. Poco dopo riesco addirittura a prendere un taxi; evidentemente l’autista abitava in quella direzione. Finalmente arrivo a Longyuan Xilu e incontro il mio secondo host.

Ian è ai fornelli: ha preparato la pizza! Tanto love per lui. È un personaggio decisamente singolare – spero che tu mi stai leggendo :-)
Mi accoglie un ragazzo con una lunghissima barba rossa raccolta in una treccia che gli arriva fin sotto la vita. Mi dice che gli ci sono voluti 8 anni per farla crescere così. Ah, non ho detto che parla italiano. Tra le tante lingue che parla, aggiungo. È un interprete, un traduttore… proprio quello che vorrei diventare io, insomma. Fin dal primo impatto, intuisco che potrà insegnarmi molto.


L’appartamento è piccolo ma accogliente: un monolocale col pavimento in bambù, una parete rivestita in legno, un piccolo soppalco, chitarre attaccate alle pareti e un sacco di piante. Ceniamo e usciamo per una passeggiata. Alla faccia dei due passi, arriviamo a piedi a Xinjiekou (quasi un’ora, camminando lungo il fiume).


Il ritorno è un po zoppicante: non so per quale ragione, ma mi è venuto male a un piede. Una volta in pigiama, Ian sfodera il suo talento musicale: un chitarrista fantastico, sono stregata dalla velocità delle sue mani.

Esausta, mi metto a dormire sulla mia “stuoia”. Nel buio, posso sentire Ian che scorre il su rosario buddista.


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