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domenica 7 aprile 2013

Shanghai a piedi

Finalmente una giornata normale per tutti e tre, dall'inizio alla fine. Tutti e tre insieme, dal "buongiorno" alla "buonanotte".


Mattinata alla città vecchia e pranzo a base di xiaolongbao.
Attraversiamo la concessione francese fino ad arrivare a Xintiandi, dove dopo aver visitato il sito del primo congresso del partito comunista, prendiamo un "latte" e ci andiamo a distendere in un parco.
Un po' di meritato riposo e riprendiamo la passeggiata fino a Taikang Lu. Un'oasi di tranquillità tra le rumorose strade della città.





Per cena ci incontriamo con la Marta e ci infiliamo in una shady per un classico share a base dei nostri piatti preferiti: fanqie chaodan, yuxiang qiezi e yumilao. Mmmmmh quanto mi eravate mancati!


N.B. Con piacevole sorpresa scopriamo che anche nelle shady, hanno smesso di servire carne di pollo. Non me l'aspettavo! E a pensarci adesso, nemmeno i piatti di maiale che avevamo chiesto erano disponibili. Bravi, bravi!


La passeggiata per Nanjing Lu è uno spettacolo a cielo aperto: veniamo ipnotizzati da un karaoke improvvisato con tanto di testo delle canzoni scritto a mano su una lavagna! Gente , che canta, gente che balla, gente che pattina. La città intera è per le strade. Peccato che il risparmio energetico ci rovini un po' lo spettacolo di Pudong di notte: arriviamo sul Bund che la Jinmao e il cavatappi sono già spenti e la Pearl Tower segue poco dopo. Pazienza (cit.)



Metro, taxi, conti e email per cercare di riattivare la postepay di Marchetto e poi a letto.
Domani si va a Nanchino! Non vedo l'ora!



sabato 6 aprile 2013

Finalmente una giornata normale

Sveglia sveglia, si va a contrattare!
Un rapido giro al fake e trovo lo zaino che mi serve! 80 litri di capacità, rosso e nero, con tanto di zainetto staccabile sul davanti. 150¥. Ottimo. Ho tutto quello che mi serve.


Torniamo a prendere Marchetto, anche qui con qualche difficoltà perché il suo telefono non funziona bene e il mio non è abilitato a chiamare all'estero. Ma con qualche sms riusciamo a cavarcela e alle 12.50 riusciamo a incontrarci. Giusto il tempo di un saluto attraverso le sbarre della metro e corro a una lecture all'università di giornalismo di Hong Kong.


Un paio d'ore dopo i ragazzi mi raggiungono e andiamo a fare una passeggiata sul Bund. L'impatto con lo skyline di Shanghai lascia sempre senza fiato, non importa quante altre volte tu l'abbia già visto. Uno spettacolo. Vedo finalmente la Shanghai Tower in costruzione.. È già quasi alta come il cavatappi e manca ancora metà edificio! Sarà impressionante, non riesco a immaginarlo.


Tra una foto e l'altra ci avvicinano due ragazze e un ragazzo francese, per chiedermi un favore. Stanno facendo un regalo di compleanno e chiedono a persone di tutto il mondo di fare una foto con un cartello con scritto TANTI AUGURI nella propria lingua. Due chiacchiere e viene fuori che stanno studiando a Nanchino! Ci scambiamo il numero, ci si può vedere li!



Fatto questo, andiamo a cena dalla Marta. Uno pensa che arrivare in taxi all'indirizzo desiderato sia la cosa più difficile.. Sbaglia! Una volta arrivati al 666 di Hongqiao Lu, ci troviamo davanti a un complesso di una dozzina di grattacieli. "Building 5" dice lei.. Facile! Vaghiamo per i vialetti chiedendo informazioni a tutti quelli che troviamo e finalmente riusciamo a salire al ventitreesimo piano. La vista è mozzafiato, la mia casa di Shanghai è stupenda!



Dopo cena andiamo a mangiare un dolce e poi a casa. Faccio due passi in ostello e mi pare di aver già visto un ragazzo.. Lo stesso è per lui: ci riguardiamo, ci riconosciamo: il ragazzo francese del Bund! Pazzesco.. 20 milioni di persone in una città, e ci ritroviamo nello stesso ostello!


Buonanotte, Shanghai.

giovedì 4 aprile 2013

Una giornata senza fine

Dopo 10 ore di sonno profondo, il mio risveglio non è dei migliori: il mio telefono, attaccato al caricabatterie, è circondato dall'acqua e continua a vibrare ininterrottamente su uno sfondo nero. Lo stacco e provo a premere tutti i tasti che riesco a trovare (2..) finché non si riaccende. Funziona. Ma durante la notte non si è caricato.. Poco male, posso sopravvivere senza, lo attacco al caricabatterie per sfruttare i pochi minuti prima di uscire. Ma il telefono non carica.. Ne si spegne. O meglio, ogni volta che lo spengo si riaccende.
Meglio non mettere per iscritto tutto quello che mi è passato per la testa.
Sotto consiglio della Marta, spostiamo il nostro appuntamento per colazione all'apple store.. Una serie di commessi gentilissimi mi segue e in un primo momento sembrerebbe essere semplicemente il caricabatterie ad essere annegato. Investo quindi questi 145¥ per comprare uno nuovo..
Ma quando arrivati da starbucks provo a caricare il telefono, nessun segno di vita.. Un cambiamento però c'è stato: un bello strato di condensa davanti alla lente della fotocamera. Di bene in meglio!
Torniamo all'apple store per farci aprire il telefono in modo da poterlo asciugare.. E nonostante non fosse autorizzato a farlo, lo fa e mi da la mazzata: il power dock è andato.. E li non possono farci niente se il telefono non è in garanzia.


Fortunatamente, per queste cose la Cina è avanti: ci spostiamo a Xujiahui, dove al quarto piano delle'electronic mall, in 30 minuti e 380¥ il pezzo è sostituito e il telefono è di nuovo ricaricabile.
E non abbiamo certo aspettato mezz'ora con le mani in mano: dopo estenuanti controlli e contrattazioni, ci portiamo a casa due mini hard disk usb3.0 da 2TB a 350¥ l'uno. Non male, non male. Ma la diffidenza non è mai troppa: nonostante la prova sul mio computer sia andata a buon fine, mi faccio fare una ricevuta in caso l'acquisto dovesse rivelarsi una fregatura.


Terminata la tappa tecnologica, ci spostiamo alla stazione sud per prendere il treno per Hangzhou. Novità degli ultimi due anni: per fare un biglietto del treno serve il passaporto.. E mentre i cinesi con la loro carta di identità possono utilizzare le biglietterie automatiche, noi poveri sfigati d'oltreoceano (in realtà non è così, ma suona bene) no. Risultato: infinite cose al l'unico sportello bilingue, visto che nonostante parli il cinese, agli sportelli normali non mi vogliono, fanno finta di non sentirmi. Manca solo che si mettano le mani sulle orecchie e comici o a fare LALALALALALALALA. Maledetti.

Hongqiao train station

Per fortuna le stazioni cinesi sono grandi quanto gli aeroporti italiani (molto di più, in qualche caso), quindi le due ore di attesa passano veloci. Questa Hangzhou si fa proprio desiderare..
Alle 20.00 finalmente arriviamo in città e ci dirigiamo verso i taxi. Con qualche difficoltà e l'aiuto del navigatore dell'iPhone (-.-) riusciamo a imbottigliar i nel traffico che ci accompagna fino all'ostello (mai più mi farò convincere a viaggiare per la Cina durante una festa nazionale).
Ora arriva il bello: in uno strettissimo dialetto di cui capisco giusto "LAOBAN HUAN LE" (il capo è cambiato), gli albergatori ci informano che la nostra prenotazione non ha nessun valore, che a loro non è mai arrivata. NA ZENME BAN? (e quindi?)... In tutta la città non c'è un solo letto disponibile, salvo il pagamento in Livorno d'oro scintillanti. La fortuna ci assiste: due ragazze che avevano assistito alla conversazione e in un inglese stentatissimo ci avevano aiutato a realizzare che quello che avevo capito era fuckin true, si offrono di ospitarmi nella loro doppia per la notte. Gli albergatori discutono, lui non è molto contento, fa un paio di telefonate agli altri ostello per sentire se c'è un altro modo per non rischiare una bella multa.. Ma MEI YOU BANFA (non c'è modo).. Quindi impietosito cede all'offerta delle ragazze, e così facciamo anche noi. Non hanno due chiavi, quindi rimaniamo d'accordo che io è Andrea avremmo chiesto alla reception di aprirci una volta tornati. "Ci dispiace, noi faremo un po' tardi" hanno detto le ragazze prima di uscire. "Stiamo uscendo anche noi, non preoccupatevi".
Cena veloce con zuppa musulmana (la LAOBAN non capisce una mazza del mio cinese, ma il menù è identico a quello della travel agency di Nanchino, quindi mi sento comunque a casa) e passeggiata lungo il lago, amabilmente deserto e silenzioso.

Hangzhou, West Lake
Al ritorno ci imbattiamo in una laterale piena di taxi.. Come Pollicino, seguiamo la scia, convinti che porti in un posto affollato. La Cina non delude: arriviamo in un quartiere chic, pieno di club di lusso. Entriamo a dare un occhio e a un certo punto la pista si solleva ed esplode uno spettacolo degno di PSY. Un giovane cantante tamarrissimo affiancato da ballerini altrettanto trash manda in delirio la folla. Spettacolo! Usciamo a prendere aria.. E nello xiaomaibu dietro l'angolo trovo la SOJIU e il fake lipton!!!!!! Visibilio. Un po' più carichi, proviamo un altro club: Mazzo style! Si ragiona!
Tra un ballo e un sorso di grappa, ci ritroviamo all'ostello alle 3.30. È tutto buio. La porta è chiusa. Alla reception non c'è nessuno. Nemmeno sul divano all'ingresso. Fuori piove. MERDA! Bussiamo, ribussiamo, niente da fare.. Ci rassegnano a passare la notte sulle sedie sotto la veranda (PER FORTUNA CHE C'ERA LA VERANDA!). Inizialmente non fa neanche freddo, ma dopo un po' cominciò a soffrire. Trovo delle tovaglie ammucchiate su una sedia poco più in la e le improvvisiamo a coperte. Ma alle 4.45 il freddo comincia a farsi più intenso. Il telefono dentro squilla. Una speranza! Ma nessuna luce si accende.. Proviamo a chiamare un numero scritto a penna su un foglietto attaccato alla porta.. Ma da dentro nessuno squillo.
Mentre cammino un po' avanti e indietro per scaldarmi, come fosse una visione divina, si accende una luce e compare una figura dietro la porta a vetri! Qualcuno ci ha sentiti! Infreddoliti ci fiondiamo in stanza. Per fortuna i letti cinesi sono grandi e la stanchezza non manda, quindi ci dividiamo il letto che ci hanno offerto e piombiamo in 4 ore di sonno profondo.
HANGZHOU HUANYING NI! (Benvenuti ad Hangzhou)


martedì 2 aprile 2013

una giornata lunga 34 ore

Il viaggio è iniziato bene. Lufthansa promossa a pieni voti. Mai successo che mi venisse offerto così tanto alcohol in un volo! Peccato solo per la mia solita, fastidiosissima insonnia.. Nonostante lo stratagemma del restare sveglia quasi tutta la notte precedente.. Nelle 9 ore e mezza di volo tra Francoforte e Shanghai non ho chiuso occhio comunque! Risultato: arrivo in terra di mezzo rincoglionita é con un po' di mal di testa. Ma l'entusiasmo (soprattutto quello di Andrea) fa passare il malessere in secondo piano.
Dopo un'infinita di iter burocratici e dopo più di un'ora di metro, arriviamo finalmente in ostello.. Un mini edificio nascosto all'ombra del maxi hotel in cui ho soggiornato la prima volta! Inevitabile un po' di nostalgia.
Giusto il tempo di una doccia veloce (fredda: l'acqua calda era disponibile solo dalle 6 alle 12 e dalle 15 all'1) e poi via a incontrare la mia Raolu!
L'edificio in cui lavora svetta con i suoi 52 piani in una classica piazza shanghainese fatta di grattacieli ultramoderni.. Tra cui però si nasconde il tempio Jing'an, che (a detta della Marta) con le sue rifiniture dorate costituisce l'unico tempio della città.
Pochi minuti con la mia soul sister e poi lei torna a lavoro.
Prima cosa da fare: procurarsi un SIM cinese. Avendo bisogno di una microsim, decido di non fermarmi al solito chioschetto dei giornali e mi dirigo a un negozio della China mobile.. Dove previo registrazione del passaporto, in "soli" 30 minuti mi fanno un contratto per due mesi.
Quasi dimenticavo il primo contatto con i zhonguoren: un vecchino (verosimilmente parecchio anziano) si avvicina tremolante col suo bastone e comincia a chiacchierare con me e Andrea in perfetto inglese, con un accento migliore del mio. Poche parole, due già chiede sul tempo, un ripasso delle poche parole in italiano che conosceva, e poi se ne va con passo tremolate. Chissà chi era stato quel l'uomo..
Passeggiata infinita fino all'ostello, altra doccia al volo (questa volta davvero bollente) e si esce per cena. Dopo i baozi del pranzo (parola che per qualche strano motivo Andrea non riesce a pronunciare), si passa al classico share cinese contornato da ciotole di mifan fumante. Strano il contrasto del ristorante: uno shady con un tocco di classe, circondato da shady che di classe non avevano proprio niente. La Cina..
Pochi passi tra i grattacieli illuminati e poi raggiungiamo la Marta al Perry's per un paio di cocktail.. Una copia sputata dell'Ellen's di Nanchino! O viceversa, chi lo sa.. Fatto sta che l'unica cosa diversa tra i due locali è la dimensione!
Troppo stanchi per andare a ballare, prendiamo un taxi per l'ostello.. Dove ci aspetta un meritato e lungo riposo..

Seguito però da un risveglio molto meno piacevole!

P.S.

Il VPN non funziona, vince la censura

Cina 1 - Vale 0
Skaters, Piazza del Popolo

lo shady poco shady

Noi e i grattacieli